Peeling chimico

Il peeling chimico è un trattamento di medicina estetica che viene utilizzato per ottenere un ringiovanimento della pelle del viso.

Le indicazioni principali sono rappresentate dalle fini rughe del volto, dalle macchie cutanee, dal photoaging, dalle cheratosi seborroiche e senili e dalle cicatrici da acne.
Nella pelle avviene un continuo processo di esfoliazione dovuto alla crescita di nuove cellule che dallo strato basale dell’epidermide si spostano in superficie per sostituire le cellule vecchie che si staccano dallo strato corneo.
Il termine peeling deriva infatti dall'inglese TO PEEL, che significa “pelare”, in quanto accelera il processo di esfoliazione  e quindi di rinnovamento della pelle; è definito chimico poiché viene attuato con sostanze chimiche (acidi).
Numerosi sono gli acidi che vengono utilizzati a tale scopo, tra i quali ricordiamo l'acido tricloroacetico, il fenolo, l’acido salicilico, l'acido glicolico, l'acido piruvico e la soluzione di Jessner.
L'azione dell'acido consiste nell'eliminare gli strati superficiali dell'epidermide favorendo un più rapido ricambio cellulare.
Inoltre si instaura un processo infiammatorio che stimola la produzione di collagene e di elastina.
Ciò si traduce in una pelle più liscia, levigata e lucente, dall'aspetto giovanile, con contemporanea attenuazione delle rughe e delle discromie cutanee.
Le mie preferenze vanno all'acido tricloroacetico, il cosiddetto TCA.
Si tratta di un prodotto sicuro, che non provoca allergie e che può essere utilizzato in diverse concentrazioni  in maniera tale da poterne meglio modulare l'azione  a seconda del tipo di pelle e dell'effetto che si vuole ottenere.
Infatti non tutti gli individui sono uguali, per cui con la stessa dose e la stessa concentrazione gli effetti possono essere molto diversi da un soggetto all'altro.
Di qui la necessità di un'attenta valutazione pre-trattamento da parte dello specialista, al fine di evitare rischi, che, seppur rari, esistono.
Può essere utilizzato anche in soggetti affetti da acne attiva.
Chi soffre di herpes labiale deve avvertire lo specialista.

Oltre che sul viso, il TCA può essere utilizzato anche per il trattamento delle macchie  sul dorso delle mani.

Dopo il peeling è assolutamente importante evitare l’esposizione al sole o alle lampade abbronzanti per almeno un paio di mesi, utilizzando schermi solari ad alto indice di protezione non soltanto al mare o in montagna, ma anche nella vita di tutti i giorni, al fine di prevenire la comparsa di iperpigmentazioni.
Questo  è il motivo per cui è preferibile eseguire questi trattamenti  nei mesi autunnali o invernali.


Un problema di non facile soluzione e che può essere fonte di delusione sia per il paziente che per il medico è rappresentato dalle macchie cutanee.
Le cause possono essere molteplici: gravidanza (cloasma gravidico), trattamenti ormonali (es. contraccettivi), assunzione di farmaci fotosensibilizzanti, esiti di processi infiammatori.
Può essere utile associare al peeling in questi casi l'utilizzo di creme schiarenti.
Per quanto riguarda le macchie ormonali sono quelle che più facilmente tendono a recidivare e ciò dipende dalla profondità a cui è situato il pigmento melanico, dal fototipo del paziente e da fattori che ancora oggi non conosciamo.
Al fine di prevenire le recidive è importante innanzitutto individuare i fattori predisponenti, oltre ad un'adeguata protezione solare.

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